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Brandon McNulty vince la Veneto Classic, primo campione del mondo a riuscirci

Il campione del mondo va via con Charmig a 50 km da Bassano e lo stacca sullo sterrato della Diesel Farm: terzo Sivakov, Scaroni primo degli italiani, sesto.

· 6 MIN DI LETTURA
Brandon McNulty in maglia iridata alza le braccia sul traguardo di Bassano del Grappa
Brandon McNulty, campione del mondo, vince la Veneto Classic 2026 a Bassano del Grappa. Foto: SprintCycling

Brandon McNulty ha vinto la Veneto Classic 2026 il 18 ottobre a Bassano del Grappa, con la maglia di campione del mondo addosso. Lo statunitense della UAE Team Emirates XRG è andato via a 50 km dall’arrivo con Anthon Charmig, poi ha lasciato anche il danese sulla salita sterrata della Diesel Farm, a 10,6 km dalla fine, e ha chiuso da solo i 158,5 km partiti da Cittadella.

È la prima volta che un iridato in carica vince la Veneto Classic, ed è la prima vittoria di McNulty con la maglia arcobaleno, presa a Montréal. Terzo Pavel Sivakov, compagno di squadra. Il primo italiano è Christian Scaroni, sesto.

Il profilo del percorsoIl profilo con la quota di ogni località della cronotabella ufficiale; piene le salite principali, con lunghezza e pendenza media; in giallo le cime.100200300400500m04080120158km dalla partenzaLa Tisa0,3 km al 15,2%Diesel Farm1,3 km al 10,9%La Rosina2,1 km al 6,5%Contrà Soarda0,4 km al 13,0%
Il profilo della corsa. Piene le salite principali, in giallo le cime. La pagina della corsa

Sei volte sul pavé della Tisa

Il percorso parte in pianura: una quarantina di chilometri fra Cittadella, Sandrigo e Breganze, poi i primi saliscendi verso Colceresa e Marostica. Lì comincia la corsa vera, su un circuito che porta la Tisa sei volte e la Rosina due.

La Tisa è un muro corto e cattivo: 330 metri di pavé al 15,2% di media, con punte al 20%, una cinquantina di metri di dislivello che fanno male perché tornano ogni 12 km circa. La Rosina è l’opposto: 2,1 km al 6,5%, una salita da ritmo. Nel finale ci sono la Diesel Farm, 1,3 km sopra il 10% con un tratto sterrato, e Contrà Soarda, 400 metri al 13% a meno di 3 km da Bassano. In tutto circa 2.200 metri di dislivello.

Dall’ultimo strappo al traguardo di Bassano restano poco meno di 3 km: troppo pochi per rientrare su chi scollina Contrà Soarda con qualche secondo di margine. Chi vuole vincere qui deve arrivare in cima da solo.

La fuga nasce sulla Rosina e diventa la corsa

Berthet da solo, poi in diciannove da Marostica

Il ritmo è stato alto da subito: dopo un’ora la media era di 48,1 km/h. Manuel Oioli e Riccardo Colombo ci hanno provato al quarto chilometro e sono stati ripresi al decimo. Al km 39 Andrea Mifsud è scattato su uno strappo e Clément Berthet gli è andato dietro; Mifsud è caduto in discesa poco dopo, e il francese è rimasto solo davanti con una quindicina di secondi.

Al km 55, uscendo da Marostica, sono partiti in diciannove. La Polti VisitMalta, la Bardiani e la Solution Tech hanno tirato a lungo per chiudere, ma sulla prima Rosina il gruppo si è spezzato. Andrea Vendrame e Anthon Charmig hanno attaccato, Filippo Turconi è rientrato sul danese e Vendrame è rimasto a metà strada.

Venti corridori davanti con tutti i favoriti

In cima alla Rosina sono passati in venti, con 1’07” sul resto. Dentro c’erano quasi tutti quelli che contavano: McNulty, Sivakov e Benoît Cosnefroy per la UAE, Marc Hirschi, Scaroni, Diego Ulissi, Filippo Baroncini, Quinten Hermans, Berthet, Charmig e Turconi.

Da quel momento il gruppo non è più rientrato. Il vantaggio è salito a 1’25” e poi a 2’, e la corsa si è giocata tutta fra quei venti. Sulla seconda Tisa McNulty ha forzato per la prima volta; Baroncini e Sivakov sono passati in testa, e la fuga si è sfilacciata e ricompattata più volte.

McNulty e Charmig vanno via a 50 km dall’arrivo

L’allungo al km 108

Al km 108, a circa 50 km da Bassano, McNulty ha allungato e Charmig è stato l’unico a seguirlo. Al km 110 avevano mezzo minuto sugli altri diciassette. Sulla quarta Tisa erano 32”, e il campione del mondo continuava a fare il passo quasi sempre da solo.

Dietro, i dieci o dodici rimasti non hanno mai trovato un accordo. Hirschi ha provato a restare sulla ruota di McNulty in uno scatto, Pau Martí e Scaroni hanno tirato a tratti, Turconi e Jon Barrenetxea si sono staccati a 32 km dalla fine. A 30 km il vantaggio della coppia era salito a circa un minuto.

Il momento non era casuale. Mancavano ancora tre passaggi sulla Tisa e la Diesel Farm, e alle spalle McNulty aveva due compagni, Sivakov e Cosnefroy: ogni inseguimento organizzato avrebbe avuto una maglia UAE pronta a spezzarlo.

Gli inseguitori si dividono

Con 26 km da correre sono usciti Sivakov, Berthet e Hermans, un terzetto che per il francese della Groupama-FDJ United era la seconda fuga della giornata. Sivakov, con il capitano davanti, non aveva motivo di tirare. Scaroni ha provato a riprenderli e per qualche chilometro c’è quasi riuscito.

All’ultima Tisa, a 20 km dall’arrivo, la folla era fitta come sempre. McNulty e Charmig sono passati insieme con circa un minuto e un quarto. Cosnefroy ha tentato da solo l’inseguimento della coppia, arrivando a 45”; sulla Diesel Farm il terzetto di Sivakov lo ha ripreso e staccato. Ulissi aveva perso contatto dal suo gruppo a 18 km.

Sulla Diesel Farm il campione del mondo resta solo

Lo sterrato a 10 km dalla fine

La Diesel Farm è cominciata a 10,6 km dall’arrivo, e McNulty ha attaccato subito. Charmig non ha risposto. Alla fine dello sterrato lo statunitense aveva 17”, in discesa 20”, con il terzetto di Sivakov a quasi due minuti. Una ventina di chilometri insieme erano finiti in poche centinaia di metri.

Da lì in poi il distacco è salito di continuo: 29” in vista di Contrà Soarda, 50” in cima all’ultimo strappo, 54” negli ultimi chilometri verso Bassano. Sui 10,6 km dell’assolo McNulty ha guadagnato circa sei secondi al chilometro su un corridore che aveva fatto con lui tutta l’azione.

Charmig ha pagato i chilometri passati a dare cambi a un corridore più forte di lui in salita. Su 1,3 km di pendenza a due cifre, e con la terra sotto le ruote, stare a ruota non era più possibile.

Sivakov fa il podio della UAE

Dietro, Sivakov ha lasciato Berthet e Hermans nel finale e si è preso il terzo posto: due UAE sul podio e tre nei primi dieci, con Cosnefroy decimo.

La media finale è di 44,7 km/h, appena sotto la più veloce delle tre tabelle di marcia dell’organizzazione, quella a 45 km/h. Per tre ore la corsa è andata più forte di così. Il gruppo è arrivato a circa 4’, dopo aver passato quasi tutto il pomeriggio a guardare la fuga da lontano. Dei 141 partiti ne sono arrivati 66: a fine stagione, la Tisa sei volte si paga.

Il primo iridato nell’albo della Veneto Classic

Prima di McNulty nessun campione del mondo in carica aveva vinto qui. L’albo recente è fatto di corridori diversi fra loro: Marc Hirschi nel 2022, Davide Formolo nel 2023, Magnus Cort nel 2024, Sakarias Koller Løland nel 2025. Per la UAE è la terza vittoria, dopo Hirschi e Formolo.

Per McNulty è la seconda vittoria del 2026, dopo il Mondiale, e la ventiquattresima da professionista. La Veneto Classic era la sua ultima corsa su strada della stagione: ha chiuso l’anno vincendo con addosso la maglia che aveva vinto.

Charmig fa secondo per la seconda volta in quattro giorni: mercoledì era arrivato dietro ad Alessandro Covi al Giro del Veneto, a Vicenza. Stavolta il danese della Uno-X Mobility ha corso all’attacco per tutto il pomeriggio.

Gli italiani: Scaroni sesto, Ulissi nono

A 44 km dall’arrivo nella fuga c’erano cinque italiani: Baroncini, Scaroni, Ulissi, Matteo Scalco e Turconi. Ne sono arrivati due nei primi dieci. Scaroni, che alla vigilia era il secondo favorito, non ha tenuto la ruota di McNulty nello scatto con Charmig e ha chiuso la stagione sesto.

Ulissi, nono, resta senza vittorie nel 2026. Baroncini, che sulla seconda Tisa era passato in testa, ha chiuso quattordicesimo. Turconi, ventunenne della Bardiani, è stato davanti con Charmig sulla Rosina e nella fuga fino a 32 km dalla fine, ed è quindicesimo: punti utili per una squadra che insegue il Giro 2027.

Più indietro Milesi è ventunesimo, Germani ventiduesimo e Velasco ventiquattresimo. L’ultimo italiano a vincere la Veneto Classic resta Formolo, nel 2023.

Lo scontrino del fagIAno

Il fagIAno, con le probabilità congelate prima del via, alle 22:30 del 17 ottobre, dava a McNulty il 28,1%, primo della sua lista; Charmig, secondo all’arrivo, era al 5,0%, quarto.

L’ordine d’arrivo

#CorridoreSquadraTempo
1Brandon McNultyUAE Team Emirates XRG3h32’57”
2Anthon CharmigUno-X Mobility+1’06”
3Pavel SivakovUAE Team Emirates XRG+1’32”
4Clément BerthetGroupama-FDJ United+1’53”
5Marc HirschiTudor Pro Cycling Team+2’02”
6Christian ScaroniXDS Astana Team+2’09”
7Quinten HermansPinarello-Q36.5 Pro Cycling Team+2’10”
8Marcel CamprubíPinarello-Q36.5 Pro Cycling Team+2’20”
9Diego UlissiXDS Astana Team+2’20”
10Benoît CosnefroyUAE Team Emirates XRG+2’20”
11Pau MartíNSN+2’28”
12Brieuc RollandGroupama-FDJ United+2’50”
13Finlay PickeringTeam Jayco AlUla+3’23”
14Filippo BaronciniUAE Team Emirates XRG+3’26”
15Filippo TurconiBardiani CSF 7 Saber+3’38”

La vigilia, con il percorso e i favoriti: Veneto Classic 2026, la vigilia. La scheda della corsa: Veneto Classic 2026.

Fonti

  • Percorso, salite e tabelle di marcia: PP Sport Events, guida tecnica ufficiale della Veneto Classic 2026.
  • Ordine d’arrivo e tempi: classifica ufficiale della giuria (Timing by EvoData).
  • Foto: SprintCycling.

Scritto con l’aiuto di Mnemosyne.

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