la fagIAnata
Menu Chiudi

Cos’è una fagianata

L’attacco che nessuno vede partire: la parola che Riccardo Magrini ha portato in telecronaca, e da cui viene il nostro nome.

La parola

Una fagianata è un attacco senza scatto. Il corridore guadagna qualche metro pedalando quasi senza darlo a vedere, come se niente fosse; poi rinforza la pedalata, e i cinque o dieci metri diventano venti, trenta. Quando il gruppo se ne accorge, è già via: secondi presi senza dare nell’occhio e senza sprecare energie.

È la parola che Riccardo Magrini ha portato nelle telecronache di Eurosport, e che ormai porta il suo nome. Lui la spiega così: «quando un corridore va in fuga senza fare un vero e proprio scatto». L’immagine è quella del fagiano, che prima di alzarsi in volo se ne va a piedi, «di pedina», senza farsi notare.

Scatto e fagianata a confronto Schema illustrativo, non dati reali: dopo uno scatto il vantaggio sale di colpo e poi si spegne; con la fagianata cresce piano e continua a crescere. VANTAGGIO TEMPO scatto fagianata
Schema illustrativo, non dati reali: lo scatto si vede e si paga; la fagianata no.

Magrini non se ne attribuisce l’invenzione: le sue espressioni, racconta, vengono dal bar, dal modo di parlare della gente. Ma da quando le usa in diretta sono diventate un piccolo dizionario: una sua rubrica su OA Sport si chiama «La Fagianata», e il 14 novembre 2024 a Lucca una serata con lui e Luca Gregorio portava lo stesso nome.

Il vocabolario del Magro

  • Veglione del tritello: l’azione che fa esplodere la corsa e sparpaglia il gruppo.
  • Sparpaglio: quello che resta del gruppo dopo il tritello.
  • Miciola: la crisi del corridore, che comincia a zigzagare come la pavoncella.
  • Badalagente: espressione lucchese per dire quanta gente c’è a bordo strada.

Il corridore

Riccardo Magrini, «il Magro», è nato a Montecatini Terme il 26 dicembre 1954. È stato professionista dal 1977 al 1986, corridore di squadra: Fiorella-Mocassini, Inoxpran, Magniflex-Olmo, Santini-Selle Italia, Metauro Mobili-Pinarello e Vini Ricordi-Pinarello-Sidermec.

Il suo anno è il 1983. Il 21 maggio vince la nona tappa del Giro d’Italia, da Terracina a Montefiascone, davanti a Marino Lejarreta e Moreno Argentin. L’8 luglio vince la settima tappa del Tour de France, da Nantes all’Île d’Oléron, con un colpo da finisseur nell’ultimo chilometro, davanti a Eric Vanderaerden e Gilbert Glaus. L’anno prima aveva vinto il Giro della Provincia di Reggio Calabria.

In ammiraglia

Sceso di bici, debutta come direttore sportivo nel 1987 alla Magniflex-Centroscarpa. Nel 2002 è tra i direttori sportivi della Mercatone Uno di Marco Pantani, nel 2004 della Domina Vacanze di Mario Cipollini.

Al microfono

Dal 2005 commenta il ciclismo su Eurosport. Per nove anni al suo fianco c’è stato Salvo Aiello; dal 2018 fa coppia con Luca Gregorio, con cui ha scritto due libri: Fagianate, scatti e scie. Dizionario sentimentale del ciclismo (Rizzoli, 2019) e Vicini alle nuvole. I grandi scalatori del ciclismo moderno (Hoepli, 2023).

Perché il nostro nome

Ci piace l’idea di arrivare alle cose così: senza rumore, un po’ prima degli altri, con il fiato giusto. E dentro «fagianata» c’era già la «IA»: bastava accenderla. La fagIAnata non è legata a Riccardo Magrini né a Eurosport: abbiamo preso in prestito la sua parola perché descrive bene il ciclismo che vogliamo raccontare.

Fonti