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Il cronometro delle salite

Dal tempo di scalata ai watt per chilo, sempre come intervallo: lo strumento della fagIAnata, con le salite del Lombardia.

Quanti watt servono per salire? Scrivi il tempo di scalata di un corridore e il suo peso: il cronometro ti dice i watt per chilo, sempre come intervallo, e la VAM, i metri saliti in un’ora.

Sabato 10 ottobre il Lombardia si decide sulle ultime salite intorno a Como. Quando in diretta scorrono i tempi di scalata, scrivili qui sotto.

Il cronometro delle salite

Civiglio

4,2 km 9,7% di media 406 m di dislivello

Quanto ci vuole, a seconda della potenza (corridore di 65 kg, ipotesi centrali)
PotenzaTempoVelocità
5,0 W/kg16'40"15,1 km/h
5,5 W/kg15'17"16,5 km/h
6,0 W/kg14'08"17,8 km/h
6,5 W/kg13'10"19,1 km/h
7,0 W/kg12'20"20,4 km/h
Come lo calcoliamo

Modello fisico di Martin e colleghi (1998): gravità, rotolamento, aria (sul corridore e sulle ruote) e attrito dei cuscinetti, a velocità e pendenza costanti. Ipotesi centrali: bici e attrezzatura 8,0 kg, rotolamento 0,0040, superficie aerodinamica 0,32 m², trasmissione al 97,6%, aria a 1,17 kg/m³ (quota media 411 m), nessun vento.

L’intervallo è il risultato con tutte le ipotesi favorevoli (a ruota, vento a favore di 1,5 m/s, bici leggera) e con tutte quelle sfavorevoli (da solo, vento contro, bici più pesante). Queste stime sbagliano in genere del 6–10% (Millet, Tronche e Grappe, 2014): per questo non diamo mai un numero solo. Chi accelera e rallenta spende un po' di più a parità di tempo. La VAM, i metri saliti in un’ora, è invece un dato: dipende solo da dislivello e tempo.

Lunghezza e dislivello: Race Guide ufficiale RCS Sport 2026, profili delle salite.

Il cronometro delle salite

San Fermo della Battaglia

2,7 km 7,2% di media 195 m di dislivello

Quanto ci vuole, a seconda della potenza (corridore di 65 kg, ipotesi centrali)
PotenzaTempoVelocità
5,0 W/kg8'31"19,0 km/h
5,5 W/kg7'52"20,6 km/h
6,0 W/kg7'19"22,1 km/h
6,5 W/kg6'52"23,6 km/h
7,0 W/kg6'29"25,0 km/h
Come lo calcoliamo

Modello fisico di Martin e colleghi (1998): gravità, rotolamento, aria (sul corridore e sulle ruote) e attrito dei cuscinetti, a velocità e pendenza costanti. Ipotesi centrali: bici e attrezzatura 8,0 kg, rotolamento 0,0040, superficie aerodinamica 0,32 m², trasmissione al 97,6%, aria a 1,18 kg/m³ (quota media 304 m), nessun vento.

L’intervallo è il risultato con tutte le ipotesi favorevoli (a ruota, vento a favore di 1,5 m/s, bici leggera) e con tutte quelle sfavorevoli (da solo, vento contro, bici più pesante). Queste stime sbagliano in genere del 6–10% (Millet, Tronche e Grappe, 2014): per questo non diamo mai un numero solo. Chi accelera e rallenta spende un po' di più a parità di tempo. La VAM, i metri saliti in un’ora, è invece un dato: dipende solo da dislivello e tempo.

Lunghezza e dislivello: Race Guide ufficiale RCS Sport 2026, profili delle salite.

Perché un intervallo e non un numero

Dal tempo di scalata si risale alla potenza con la fisica: gravità, attrito delle gomme, resistenza dell’aria. Ma vento, scia, posizione in bici e peso reale non si conoscono con precisione, e cambiano il risultato del 6–10% (Millet, Tronche e Grappe, 2014). Per questo diamo sempre un intervallo: il valore con tutte le ipotesi favorevoli e quello con tutte le sfavorevoli. Un «6,12 W/kg» con due decimali sarebbe un numero finto.

La VAM, invece, è un dato e basta: metri di dislivello divisi per il tempo. Non ha bisogno di ipotesi, e per confrontare salite diverse è spesso il numero più onesto.

Che cosa non dice

Non dice chi è più forte in assoluto, e non dice niente di come un corridore si sia preparato: un valore alto è un valore alto, non un sospetto. Dice quanto è costata una salita, con il margine d’errore che una stima del genere porta con sé.