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Storia · 1956

Sul Bondone, nella neve del 1956, Gaul recuperò un quarto d’ora e prese la maglia rosa

Merano-Monte Bondone, 242 km e cinque salite fra la pioggia e la neve: arrivò circa metà del gruppo, e Charly Gaul recuperò i 16-17 minuti che lo separavano dalla maglia rosa.

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Foto in bianco e nero: primo piano di Charly Gaul, capelli spettinati e occhi spalancati, avvolto fino al naso nel collo alto di una maglia di lana.
Charly Gaul nel 1959, l'anno del suo secondo Giro d'Italia; il primo era stato quello del 1956, del Bondone. Foto: RotoFoto/Anefo, CC0, via Wikimedia Commons

La mattina dell’8 giugno 1956, a Merano, Charly Gaul era ventiquattresimo al Giro d’Italia, a 16-17 minuti dalla maglia rosa di Pasquale Fornara. La sera era primo, con 3′27″ su Fiorenzo Magni. In mezzo c’erano 242 km, quattro passi, il Monte Bondone e la neve.

Quattro passi, poi il Bondone

Era la terzultima tappa del Giro, e a Merano si partì sotto la pioggia, con un vento gelido. Il percorso passava per il Passo di Costalunga, il Rolle, il Gobbera e lo sterrato del Brocon, prima della salita finale al Monte Bondone, sopra Trento, con l’arrivo a 1.272-1.300 metri. Il Bondone era una delle tre salite dolomitiche nuove di quel Giro; oggi il sito della corsa lo misura da Trento in 17,3 km all’8,2% di media, fino ai 1.650 metri di Vason.

SalitaQuota (m)
Passo di Costalunga1.745-1.753
Passo Rolle1.970-1.989
Passo Gobbera988
Passo del Brocon, sterrato1.616
Monte Bondone, arrivo1.272-1.300
Le salite della Merano-Monte Bondone, 242 km.

Gaul, lussemburghese, 23 anni, era 24°01 e non aveva niente da difendere. Attaccò dalle prime salite. Sul Bondone la pioggia diventò neve, e all’arrivo il termometro segnava 4 gradi sotto zero.

Vinse in 9h07′28″, a circa 26,5 km/h di media, con 7′44″02 su Alessandro Fantini e 12′15″ su Magni. Arrivò mezzo assiderato: lo tolsero dalla bicicletta, lo avvolsero nelle coperte e lo misero in un bagno caldo. Il sito del Giro scrive che all’arrivo svenne e che restò un’ora nell’acqua calda. In un giorno aveva recuperato i 16-17 minuti che aveva da Fornara e scavalcato ventitré corridori.

Chi rimase per strada

Fornara si ritirò: il sito del Giro racconta che a farlo scendere, quando era ancora in maglia rosa, fu il suo direttore sportivo. Con lui se ne andò metà del gruppo: arrivarono in 41-4303, su 86-89 partiti da Merano.

Magni, terzo, correva con una clavicola rotta in una caduta di qualche giorno prima, nella discesa di Volterra. Racconta lui stesso che, per tirare il manubrio senza sforzare le braccia, teneva fra i denti una camera d’aria che il meccanico Faliero Masi gli aveva legato al manubrio.

Il primo Giro di Gaul

Gaul era nato l’8 dicembre 1932 a Pfaffenthal, in Lussemburgo, e quello del 1956 fu il primo Giro che vinse. Due giorni dopo il Bondone arrivò a Milano in maglia rosa, con gli stessi 3′27″ su Magni della sera della tappa. Fantini, secondo sul Bondone, finì sesto. Dei 105 partiti da Milano ne arrivarono 43. In tutto Gaul corse 3.523 km in poco più di 101 ore e 39 minuti, a circa 34,7 km/h di media; sul Bondone era andato a circa 26,5. La tappa della neve gli costò otto chilometri all’ora, e gli diede il Giro.

#CorridoreSquadraTempo
1Charly GaulFaema101h39′46″-49″
2Fiorenzo MagniNivea+3′27″
3Agostino ColettoFréjus+6′53″
4Cleto MauleTorpado+7′25″
5Aldo MoserTorpado+7′30″
6Alessandro FantiniAtala+8′46″
La classifica finale del Giro d’Italia 1956, i primi sei.

Il soprannome con cui è rimasto nella memoria, l’angelo della montagna, nacque nel 1954 da un articolo di Pierre About sull’Équipe, anche se c’è chi lo lega al Tour del 1958. Nel 2026 il Giro ha classificato 151 corridori su 184; sul Bondone, nel 1956, ne arrivò circa uno su due.

Fonti

Scritto con l’aiuto di Mnemosyne.

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