Al Giro d’Italia del 1914 partirono in 81 e arrivarono a Milano in otto. Fu il primo Giro con la classifica fatta sui tempi invece che sui punti, e l’ultimo prima della guerra: otto tappe, 3.162 km, in media 395 km a tappa. Cinque tappe su otto superavano i 400.
La notte di Cuneo
Si partì da Milano il 24 maggio, di notte, per Cuneo: 420 km con il Sestriere lungo la strada, dove passò per primo Angelo Gremo, che poi vinse la tappa. Poco dopo il via cominciò a piovere. Tre corridori furono squalificati per essersi fatti aiutare da un’automobile sulla salita del Sestriere, e dopo Cuneo in corsa ne restavano 3701: dopo un giorno il Giro aveva perso più di metà del gruppo. In una delle prime tappe qualcuno sparse chiodi sulla strada, con forature e ritiri, e gli organizzatori offrirono 1.000 lire a chi avesse trovato il colpevole.
Lucca-Roma, 430 chilometri
La terza tappa, il 28 maggio, andava da Lucca a Roma: 430 km02, la tappa più lunga mai corsa al Giro. Lauro Bordin rimase in fuga per circa 350 km; vinse Costante Girardengo.
La sesta, Bari-L’Aquila, era di 428 km, e il vincitore, Luigi Lucotti, ci mise più di 19 ore. Giuseppe Azzini, che aveva vinto le due tappe precedenti, quella sera non arrivò: sparì negli ultimi 20 o 30 chilometri, e lo ritrovarono il giorno dopo in un granaio, con la febbre. I giornali parlarono di broncopolmonite; il giornalista Paolo Facchinetti, molti anni dopo, ha pensato piuttosto a un abuso di stricnina. Il Giro, per lui, finì lì.
Tre ore di penalità
Sulla stessa tappa, sulla salita delle Svolte, alcuni corridori si fecero trainare da un’automobile per qualche centinaio di metri. La giuria ne ritenne colpevoli tre: Alfonso Calzolari, che all’Aquila tornò in testa alla classifica, Carlo Durando e Clemente Canepari. Calzolari negò. La giuria non li mandò però a casa, come aveva fatto con altri: diede a ciascuno tre ore di penalità. Calzolari ne aveva cinque di vantaggio, e gliene restarono due. L’Unione velocipedistica italiana ne chiese la squalifica e a Milano considerava vincitore Pierino Albini. La Gazzetta dello Sport, che organizzava il Giro, tenne il punto, e nel febbraio del 1915 il tribunale le diede ragione.
Calzolari vinse in 135h17′56″, a circa 23,4 km/h di media, la più bassa nella storia del Giro, con 1h55′26″03 su Albini e 2h04′23″ su Lucotti. Costante Girardengo, che aveva vinto la Lucca-Roma, a Milano non arrivò. L’ultimo degli otto, Umberto Ripamonti, arrivò con più di 17 ore di ritardo. Nella classifica Calzolari aveva poco più di 135 ore, comprese le tre di penalità: più di cinque giorni e mezzo. Ripamonti più di 152 ore e mezza, più di sei giorni interi nei quindici del Giro.
| # | Corridore | Squadra | Tempo |
|---|---|---|---|
| 1 | Alfonso Calzolari | Stucchi | 135h17′56″ |
| 2 | Pierino Albini | Globo | +1h55′26″ o +1h57′26″ |
| 3 | Luigi Lucotti | Maino | +2h04′23″ |
| 4 | Clemente Canepari | Stucchi | +3h01′12″ |
| 5 | Enrico Sala | isolato | +3h59′45″ |
| 6 | Carlo Durando | Maino | +5h12′12″ o +5h12′22″ |
| 7 | Ottavio Pratesi | Alcyon | +7h20′58″ o +9h21′47″ |
| 8 | Umberto Ripamonti | aspirante | +17h21′08″ |
| Tappa | Giorno | Percorso | km | Vincitore |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 24 maggio | Milano-Cuneo | 420 | Angelo Gremo |
| 2 | 26 maggio | Cuneo-Lucca | 340,5 | Alfonso Calzolari |
| 3 | 28 maggio | Lucca-Roma | 430 | Costante Girardengo |
| 4 | 30 maggio | Roma-Avellino | 365,4 | Giuseppe Azzini |
| 5 | 1 giugno | Avellino-Bari | 328,7 | Giuseppe Azzini |
| 6 | 3 giugno | Bari-L’Aquila | 428 | Luigi Lucotti |
| 7 | 5 giugno | L’Aquila-Lugo | 429,1 | Pierino Albini |
| 8 | 7 giugno | Lugo-Milano | 420,3 | Pierino Albini |
Nel 2026 il Giro è partito con 184 corridori e ne ha classificati 151, e Jonas Vingegaard l’ha vinto con 5′22″ su Felix Gall. Nel 1914 arrivò a Milano un corridore ogni dieci partiti, e il secondo in classifica finì a quasi due ore dal primo.
Fonti
- Wikipedia (it), Giro d’Italia 1914: date, tappe, chilometri e vincitori, classifica a tempi, partenza notturna, Gremo sul Sestriere, Azzini nel granaio, la salita delle Svolte, la penalità, l’Unione velocipedistica e il tribunale, la classifica finale.
- Wikipedia (en), 1914 Giro d’Italia: 81 partenti e 8 arrivati, la pioggia, i tre squalificati, i chiodi e la taglia, le tre ore di penalità a Calzolari, Durando e Canepari, Calzolari che negò, Azzini e la febbre, la broncopolmonite e la stricnina, la media più bassa, uno dei due tempi di Durando.
- Archivio storico del Giro d’Italia, edizioni 1909-1922: 44 ritirati dopo la prima tappa, la Lucca-Roma e la fuga di Bordin, il traino, il tribunale di Milano, il distacco fra primo e secondo.
- Podium Cafe, The 1914 Giro d’Italia: Il più duro di tutti (copia dell’Internet Archive): i 37 rimasti dopo la prima tappa, i tre squalificati sul Sestriere, le Svolte di Popoli, Azzini sparito negli ultimi 20 o 30 km, il giudizio della giuria, Calzolari che negò.
- tuttoBiciweb, Bicifigurine: Alfonso Calzolari: Azzini ritrovato il giorno dopo, con la febbre.
- BikeRaceInfo, 1914 Giro d’Italia: la classifica finale, le squadre, i tempi di Durando e Pratesi.
- CyclingRevealed, 6th Giro d’Italia 1914: Sala isolato e Ripamonti aspirante, gli altri tempi di Durando e Pratesi.
- UCI, risultati ufficiali del Giro d’Italia 2026, nell’archivio della fagIAnata.
Scritto con l’aiuto di Mnemosyne.