Richard Carapaz ha 33 anni e un contratto con la EF Education-EasyPost fino alla fine del 2027. Il 16 ottobre la notizia è che lascerebbe la squadra americana in anticipo per la NSN Cycling di Andrés Iniesta.
Il passaggio non è confermato, e non si sa per quanto tempo l’ecuadoriano avrebbe firmato. Intanto la domanda per chi segue i grandi giri è un’altra: che scalatore arriva in una squadra che ne sta mettendo insieme parecchi? La risposta sta nel suo 2026, dalle salite del Tour alla Vuelta.
Un contratto da rompere con un anno davanti
Rompere un contratto in anticipo ha un costo, e il motivo è concreto: il budget della EF è al limite.
Non si sa se l’accordo con la NSN sia lungo o un ponte di una stagione. Finché non arriva un comunicato resta un’incognita, e pesa su tutto il resto.
L’addio non è del tutto una sorpresa. Nell’estate 2026 Johan Bruyneel aveva detto in un podcast che Carapaz con ogni probabilità l’anno dopo non avrebbe corso per la EF. Ora quel pronostico ha un nome di squadra.
Per la EF sarebbe la perdita del suo capitano per le grandi salite.
La NSN ha battuto la concorrenza
La NSN Cycling, WorldTeam svizzero guidato dall’ex calciatore Iniesta, avrebbe vinto la corsa per la firma di Carapaz. Dietro sono rimaste Netcompany INEOS e Pinarello-Q36.5.
Il nome di INEOS pesa più degli altri: Carapaz ci ha corso, e un ritorno nella sua ex squadra era una strada vera. L’ha spuntata invece una formazione giovane, nata nel 2026 dalla Israel Premier Tech.
Una squadra di scalatori che si completa
Il mercato 2027 della NSN ha già un disegno. Sono arrivati Kasper Asgreen dalla EF, Santiago Buitrago dalla Bahrain Victorious, Lennert Van Eetvelt e Cedric Beullens dalla Lotto-Intermarché, Artem Shmidt dalla Netcompany INEOS. Il nome più noto della rosa resta Biniam Girmay.
Con Buitrago e Van Eetvelt già firmati, Carapaz completerebbe un blocco da salita.
Resta da capire come lo userà la NSN. Alla EF scegliva se inseguire le tappe o la classifica, e quella libertà ha dato frutti sia a luglio sia a settembre. Con altri scalatori in cerca di spazio, è la domanda aperta.
Un 2026 spezzato e poi ripartito
L’anno è cominciato male. Carapaz ha perso la madre a inizio anno e in aprile è stato operato per una cisti perineale: ha saltato il Giro d’Italia, che era il suo primo obiettivo.
Il rientro è arrivato in giugno, in Svizzera: terzo al GP Gippingen, poi secondo nella classifica finale del Giro di Svizzera. Da lì è partita la stagione che oggi vale un contratto nuovo.
Alpe d’Huez, la tappa che racconta lo scalatore
Al Tour de France 2026 Carapaz non puntava alla classifica: voleva una tappa e la maglia a pois. Nella terza settimana ha vinto a Orcières-Merlette e ad Alpe d’Huez, ha chiuso in testa fra gli scalatori ed è stato premiato come il più combattivo a Parigi. Due vittorie alpine in tre giorni.
Il cuore è la ventesima tappa, il 25 luglio, da Le Bourg-d’Oisans con Croix de Fer, Télégraphe, Galibier e Sarenne. Sul Galibier Carapaz ha preso il massimo dei punti del Souvenir Henri Desgrange, e la maglia a pois è diventata sua anche in aritmetica: la seconda della carriera dopo quella del 2024.
Sepp Kuss era partito sul Sarenne, con un vantaggio solido. Poi due cadute in un chilometro, a 7 e 6 dall’arrivo, e Carapaz lo ha ripreso nella discesa tecnica che porta al breve strappo finale. Ha vinto con 26” su Evenepoel, con Kuss terzo. Pogačar, a un giorno dal quinto Tour, e Del Toro sono arrivati più indietro: la corsa per la maglia gialla era chiusa, quella per la tappa no.
Dalla Clásica San Sebastián alla Vuelta
Una settimana dopo il Tour Carapaz è stato secondo alla Clásica San Sebastián, battuto in volata da Remco Evenepoel, lo stesso avversario lasciato dietro ad Alpe d’Huez. La gamba non era finita in Francia.
Alla Vuelta a España puntava alla classifica generale e ha chiuso quarto: non il podio che cercava, ma un altro quarto posto in una corsa dove ne ha già due. Al Mondiale di Montréal ha rinunciato perché stanco, disse che doveva ascoltare il proprio corpo, e dopo la Vuelta non ha più corso.
Che cosa porta alla NSN nei grandi giri
Con la EF Education-EasyPost Carapaz ha vinto 9 corse in quattro stagioni, fra cui tappe al Tour e le maglie a pois del 2024 e del 2026. Alla NSN porterebbe un capitano da grandi giri con vittorie vere in salita, nei giorni che decidono la corsa, con Buitrago e Van Eetvelt accanto.
Restano da vedere tre cose: la conferma ufficiale, la durata del contratto e il calendario. Da quest’ultimo si capirà se il suo 2027 guarda alla classifica di un grande giro o alle tappe di montagna, come ha scelto di fare a luglio.
Notizia scritta con l’aiuto di Mnemosyne.
Fonti
- WielerFlits, «Richard Carapaz verbreekt zijn contract bij EF Education-EasyPost voor NSN Cycling».
- Velo, «Roglič, Carapaz, Bernal: Retirement Talk and Bombshell Rumors Leave Questions over 3 Grand Tour Greats».
- Foto: Hugo LUC, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione: la fagIAnata.
