Domenica 18 ottobre la Veneto Classic, sesta edizione e corsa 1.Pro, va da Cittadella a Bassano del Grappa: 158,5 km, circa 2.200 m di dislivello, sei passaggi sul muro in pavé della Tisa. È l’ultima corsa della stagione italiana e l’ultimo giorno del ranking UCI a squadre, quello che dà o toglie la wild card per il Giro 2027. Il favorito è il campione del mondo Brandon McNulty. Chi corre contro i punti è la Bardiani CSF 7 Saber.
Il fagIAno Veneto Classic 2026
Diecimila volte la stessa corsa
Il fagIAno non sa chi vincerà: la corre diecimila volte con le sue probabilità e conta chi arriva primo. È il modo in cui pensa la corsa, non il racconto di come andrà.
Selezione
da soli o in pochi, dopo l’ultima salita
65%
Volata
un gruppo arriva insieme al traguardo
19%
Fuga
quelli partiti presto non li riprendono
15%
Le barre mostrano le probabilità congelate. Premi il tasto per vederle nascere, una corsa alla volta.
Probabilità di vittoria; le barre vanno da 0 al 30%. Il trattino è la probabilità congelata: è lì che le diecimila corse vanno a finire.
Congelate il 17 ottobre alle 22:30, prima del via: non cambiano più. Dopo l’arrivo lo scontrino dice dove stava il vincitore vero, anche quando sbagliamo.
Il percorso: cinquanta chilometri di pianura, poi la Tisa
La pianura e la prima salita
La corsa parte da piazza Pierobon a Cittadella e per circa cinquanta chilometri di pianura non chiede niente ai corridori: si passa da Sandrigo, Breganze e Fara. Chi vuole muoversi presto ha strada, ma nessun appiglio.
Poi arriva la prima Tisa, a Colceresa, al km 52,8: mancano ancora 105,7 km al traguardo. Dopo la cima c’è una discesa veloce che porta al circuito della Rosina, da ripetere due volte, e poi a quello finale con altri cinque passaggi sulla Tisa.
La Tisa e la Rosina
La Tisa è un muro in pavé di 330 m al 15,2% di media, con punte al 20%: circa 50 m di dislivello in un tiro solo, da Colceresa alla cima. Si scala sei volte, la prima a 105,7 km dall’arrivo e l’ultima a 19,1. Il circuito che la contiene misura 12,4 km, quindi fra un muro e l’altro non c’è il tempo di rifiatare.
La Rosina è un’altra salita, più lunga e più regolare: 2,1 km al 6,5% di media, con massima all’8%, da Valle San Floriano al bivio per Bassano. Si sale due volte, a 91,6 e 79,1 km dall’arrivo, in un circuito di 12,6 km fra Marostica e Bassano. Fa fatica, ma è la Tisa a fare i distacchi.
Dove si decide la corsa
L’ultima Tisa e lo strappo di Soarda
La selezione diventa definitiva con l’ultima Tisa a 19 km dall’arrivo. Dopo cinque salite su un muro così, chi arriva davanti al sesto passaggio è già un gruppo contato, e chi ha speso troppo non rientra.
L’uscita dal circuito è a 16 km dal traguardo. Poi resta Contrà Soarda, 400 m al 13%, con la cima a circa 4 km dall’arrivo: è l’ultimo strappo prima di Bassano e l’ultima occasione per staccare chi è rimasto davanti.
Cinque edizioni, cinque vincitori diversi
La corsa, nata nel 2021 per volontà di Filippo Pozzato, non ha un padrone: ha vinto Samuele Battistella nel 2021, Marc Hirschi nel 2022, Davide Formolo nel 2023, Magnus Cort Nielsen nel 2024 e Sakarias Koller Løland nel 2025. Sono cinque vincitori diversi in cinque edizioni.
Nel 2025 Løland ha vinto in volata su Florian Vermeersch e Diego Ulissi: il muro ripetuto seleziona, ma la corsa può restare aperta fino a Bassano.
I favoriti: McNulty e gli altri
La UAE e il campione del mondo
Al via ci sono 21 squadre da sette corridori. Il favorito è McNulty, campione del mondo su strada a Montréal e quinto al Giro di Lombardia, che corre per la UAE Team Emirates-XRG.
Con lui c’è Benoît Cosnefroy, vincitore della Coppa Sabatini: la UAE ha più di una carta da giocare quando la Tisa spezza il gruppo.
Chi può batterli
Il vincitore uscente, Løland, corre per la Uno-X insieme ad Anthon Charmig, secondo al Gran Piemonte: due uomini di punta in una squadra sola. Fra le altre squadre al via ci sono la Jayco AlUla e la Groupama-FDJ United, con Madouas e Germani.
Gli italiani al via
Christian Scaroni e Diego Ulissi corrono per la XDS Astana: Ulissi è stato terzo nel 2025, dietro Løland e Vermeersch. Sono i due italiani più indicati per sfruttare l’esplosività sugli strappi finali.
Fra i più giovani ci sono Ludovico Crescioli, alla Polti VisitMalta, e Alessandro Fancellu, alla MBH Bank CSB Telecom Fort.
La Bardiani si gioca il Giro d’Italia 2027
Sessanta punti da prendere
Dal 2026 le wild card dei grandi giri vanno solo alle squadre fra le prime 30 del ranking a fine stagione: la soglia era la top 50 per il 2024 e la top 40 per il 2025. La stagione finisce a Bassano. Nel ranking del 13 ottobre la Bardiani CSF 7 Saber è 31ª con 2.644,15 punti, a 35,85 dal 30° posto. I numeri completi sono nel pezzo Bardiani CSF 31ª nel ranking UCI: fuori dal top 30, il Giro d’Italia 2027 è a rischio.
Al Giro del Veneto la Bardiani ha preso 20 punti con il 12° posto di Filippo Turconi, l’Euskaltel-Euskadi 30, la MBH Bank 86. Ora alla Bardiani mancano circa 60 punti sull’Euskaltel; la MBH Bank è circa 150 punti più su.
Il posto da prendere è quello dell’Euskaltel, non quello della Picnic PostNL, 30ª con 2.680 punti. La Picnic è una WorldTeam e al Giro va comunque, e corre il Tour of Guangxi, che finisce lo stesso 18 ottobre: gli 80 punti di Biesterbos non sono ancora nel ranking del 13 ottobre e bastano a portarla a circa 2.760, sopra l’Euskaltel. Il 30° posto passa così all’Euskaltel, ed è lì che la Bardiani deve arrivare.
I conti della Veneto Classic
La Veneto Classic dà 250 punti al vincitore, poi 170, 140, 120, 100, 80, 70, 60, 50 e 40 fino al decimo posto, con punti fino al 40°. Se l’Euskaltel non fa punti, alla Bardiani basta un ottavo posto o due piazzamenti che sommino 60 punti. Se l’Euskaltel prende i 20 punti del dodicesimo, serve il sesto posto; con i 40 del decimo, il quinto; con gli 80 del sesto, il podio. Bardiani, Euskaltel e MBH Bank sono tutte al via.
Chi chiude 31ª resta fuori dalle wild card 2027. Bruno Reverberi, che guida la squadra dal 1982, ha riassunto il problema così: «se non ci invitano come facciamo a fare punti…». La fagIAnata ha lanciato la petizione Bardiani CSF al Giro d’Italia 2027: l’UCI cambi la regola del top 30 sulle wild card, perché l’UCI cambi la regola.
I sette della Bardiani
La squadra schiera Luca Covili, Edward Cruz, Martin Herreño, Martin Marcellusi, Vicente Rojas, Alex Tolio e Filippo Turconi, con i direttori sportivi Roberto Reverberi e Alessandro Donati.
Il risultato più recente è quello di Turconi, 12° al Giro del Veneto: a due posizioni dalla zona dei punti utili anche domenica, quando ne servono almeno otto in classifica.
Orari e dove vederla
La presentazione delle squadre e il foglio firma sono dalle 12:00 alle 12:45 in piazza Pierobon a Cittadella, dove il villaggio di partenza apre alle 10:00. La partenza è neutralizzata alle 13:00, il via vero alle 13:04. Il villaggio d’arrivo apre dalle 14:00 in piazza della Libertà a Bassano; l’organizzazione punta a più di 15.000 spettatori lungo il percorso.
L’arrivo è previsto fra le 16:35 e le 16:55, a una media fra 45 e 41 km/h. Chi arriva oltre l’8% dal tempo del vincitore è fuori tempo massimo.
La diretta è su Rai Sport HD in chiaro dalle 15:50 e su RaiPlay; in streaming anche Discovery+, HBO Max, Eurosport 1 e DAZN. La fagIAnata la segue nella pagina della corsa. Il contesto della settimana è in La settimana del Veneto: Giro del Veneto, Veneto Women e Veneto Classic chiudono la stagione italiana.
Notizia scritta con l’aiuto di Mnemosyne.
Fonti
- PP Sport Events, «Guida tecnica 2026 «Ride the Dreamland»».
- Veneto Classic, «Percorso».
- OA Sport, «Veneto Classic 2026: sarà spettacolo con al via il campione del mondo McNulty».
- OA Sport, «Dove vedere in tv la Veneto Classic 2026: orari, programma, percorso, streaming».
- SpazioCiclismo, «Veneto Classic 2026, la startlist provvisoria».
- Rai Sport, «Radiocorsa» del 15 ottobre 2026.
- Foto: Danysan1, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione: la fagIAnata.
