Mortirolo dal lato più duro, poi il Gavia, poi di nuovo il Mortirolo. È il tappone che le anticipazioni disegnano per il Giro d’Italia 2027, martedì 25 maggio da Sondrio ad Aprica, con quasi 6.000 metri di dislivello. Il Giro, 110ª edizione, parte da Trieste l’8 maggio e arriva a Roma il 30. Il percorso non è ufficiale: sarà presentato il 3 novembre a Roma, e fino ad allora tutto va letto al condizionale.
Il tappone: due Mortirolo e il Gavia in un giorno
Si comincerebbe con il primo Mortirolo (1852 metri) dal versante che parte da Mazzo Valtellina, il più ripido. Poi la discesa in Val Camonica e la salita al Passo Gavia, 2618 metri, che sarebbe la Cima Coppi dell’edizione. Giù fino a Bormio, quindi di nuovo il Mortirolo da Mazzo. Dopo la seconda scalata resterebbero la discesa verso Edolo e la salita finale, con passaggio a Corteno Golgi, fino ad Aprica.
Perché il Mortirolo da Mazzo fa paura
Sono 11,3 chilometri con una pendenza media del 10,9%. La media però nasconde il punto che conta: dopo la cappella c’è un rettilineo al 18%, con circa nove chilometri ancora da fare. Il primo tratto, nel bosco, è già al 10%; nel finale la strada esce dagli alberi e sale nei pascoli, dove c’è il memoriale di Pantani.
Il Giro l’ha incluso almeno 11 volte dal 1990. Due scalate nello stesso giorno, con il Gavia in mezzo, sarebbero la parte più nuova del disegno.
Lombardia: Piani di Bobbio, Monza e il riposo
Il tappone sarebbe preceduto da tre giorni che pesano sulle gambe. Sabato 22 maggio la Cantù-Piani di Bobbio, in provincia di Lecco: il traguardo è a 1662 metri, tra Valsassina e Val Brembana, e si raggiunge da Valtorta, sul versante bergamasco, dopo altre salite.
Domenica 23 maggio cronometro individuale a Monza, con partenza e arrivo all’Autodromo Nazionale. Lunedì 24 maggio è giorno di riposo. In sequenza: una salita lunga, una prova contro il tempo piatta, una pausa, poi il Mortirolo. Chi arriva a Sondrio ha già dovuto scegliere dove spendere.
L’ultima settimana: Campiglio, Austria e Zoncolan
Mercoledì 26 maggio la Chiari-Negrar, in Valpolicella. Giovedì 27 la Negrar-Madonna di Campiglio, con arrivo a 1550 metri, in una località legata a Marco Pantani. Venerdì 28 la corsa passerebbe dal Trentino all’Austria.
Sabato 29 maggio la Lienz-Monte Zoncolan, arrivo in cima. Il Giro sullo Zoncolan da Lienz c’è già stato: nel 2007 vinse Gilberto Simoni, nel 2011 Igor Anton. Nel 2018 ci ha vinto Chris Froome, andato via da solo. Sarebbe l’ultima grande salita prima di Roma.
La prima parte: Trieste, il Sud e due autodromi
La corsa partirebbe sabato 8 maggio con una Trieste-Trieste che toccherebbe la Slovenia. Poi la Gorizia-Pordenone e la discesa verso sud. La cronometro Sulmona-Campo di Giove, con arrivo in salita, dovrebbe essere il primo scossone alla classifica generale.
A Napoli l’arrivo sarebbe in viale Caracciolo, sul mare; nel 2026 era in piazza Plebiscito. Tornando verso nord, una tappa da Castiglione del Lago all’Autodromo del Mugello darebbe una sfida ai velocisti, e venerdì 21 maggio si correrebbe la Montecatini-Reggio Emilia. Con Monza e Mugello, due autodromi entrerebbero nello stesso Giro.
Roma e che cosa resta da sapere
L’ultima tappa, domenica 30 maggio, finirebbe a Roma, ai Fori Imperiali o nei pressi del Colosseo. Nel 2026 a Roma aveva vinto Jonathan Milan e il Giro era andato a Jonas Vingegaard.
Restano da confermare i chilometri complessivi, il numero di tappe e il disegno esatto delle tappe di mezzo. Il 3 novembre a Roma si saprà quali tra queste ipotesi reggono.
Notizia scritta con l’aiuto di Mnemosyne.
Fonti
- Foto: Fliedermaus at Luxembourgish Wikipedia, CC BY-SA 1.0, via Wikimedia Commons.
- Profili delle salite: strade © OpenStreetMap (ODbL), quote EU-DEM 25 m (Copernicus).
