Paul Seixas è arrivato a Como con 48” su Enric Mas e 1’05” su Giulio Ciccone, e con vent’anni e sedici giorni01. Quei 48” non sono cresciuti piano piano per tutto il giorno: 44 li ha presi in sette chilometri di salita, sul Civiglio e sul secondo San Fermo; nella discesa del Civiglio ne ha restituiti sette, e gli altri undici sono arrivati in piano, prima del San Fermo, e nell’ultima discesa. La notizia di sabato sera racconta com’è andata; qui ci sono i numeri di dove è andata.
Il Ghisallo, dove si è rotta la corsa
Prima del finale c’è stata una corsa lunga, e per quasi tutta la giornata l’ha comandata la fuga dei quattordici02: davanti dalle 12:22 alle 16:36, con il massimo vantaggio, 3’13”, alle 14:16, a 119 chilometri dall’arrivo. Dietro si andava piano apposta: ai piedi del Giovenzana, la salita nuova di quest’anno, il gruppo era ancora a tre minuti.
Poi è arrivato il Ghisallo, 8,6 chilometri al 6,2% per 532 metri di dislivello, e la corsa si è rotta lì. Il più veloce in salita è stato Quinn Simmons, in 19’19”, con Matteo Jorgenson, Brandon McNulty e Christian Scaroni alla sua ruota. Sono 26,7 km/h di media, 1.650 metri di dislivello all’ora, cioè circa 6,6 watt per chilo tenuti per diciannove minuti. Alle 15:21, ai piedi della salita, il gruppo aveva 2’34”; venticinque minuti dopo, in fondo alla discesa, ne aveva 45”. La fuga, intanto, da quattordici era scesa a sette.
Lo sforzo più alto della giornata è di un gregario
Il numero più grosso del Lombardia 2026 non è di un favorito. Sul primo passaggio del San Fermo della Battaglia, 2,7 chilometri al 7,2%, il più veloce è stato Giulio Pellizzari: 6’10”, 26,3 km/h, 1.900 metri all’ora, circa 7,3 watt per chilo. Pellizzari non correva per sé: tirava per Remco Evenepoel, aveva già chiuso quasi da solo sui contrattaccanti del Ghisallo, e ha scollinato con tutto il gruppo a ruota. Poco dopo, sul Civiglio, si è staccato. Ha chiuso trentasettesimo, a 7’05”.
Il Civiglio: non uno scatto, una progressione
Il Civiglio è 4,2 chilometri al 9,7% con punte al 14%, e la cima è a 16,7 chilometri dall’arrivo: è la salita in cui i watt per chilo contano di più e l’aria non conta quasi niente03. Seixas ha alzato il ritmo alle 16:35, dopo qualche minuto di salita. Non è stato uno scatto: è stato un passo che gli altri hanno smesso di tenere, uno alla volta. Prima Evenepoel, poi Del Toro e McNulty, poi Tom Pidcock; Ciccone è stato l’ultimo a lasciarlo andare, a meno di due chilometri dalla cima.
In cima: Seixas; Ciccone e Mas a 30”; Filippo Zana e Pidcock a 46”; a 1’10” Evenepoel, Ben Healy, Oscar Onley, Michael Storer, Jarno Widar e McNulty. All’arrivo questi numeri spariscono, perché dal quarto al dodicesimo sono tutti a 1’20”: la corsa vera sta in quei trenta secondi.
La mattina della corsa, in «Dove conviene attaccare al Lombardia», avevamo messo in tabella quanto vale un attacco qui: sul Civiglio ogni punto percentuale di potenza in più vale circa sette secondi in cima, il 3% in più fa 22”, il 5% fa 36”. Allora quei 30” su Ciccone e Mas vogliono dire circa 4% di watt per chilo in più, per tutti e quattro i chilometri. E 1’10” sul gruppetto di Evenepoel vogliono dire circa 10%.
In discesa ne ha restituiti sette
Nello stesso pezzo avevamo scritto che due inseguitori d’accordo, dalla cima del Civiglio all’arrivo, possono riprendere fino a 75 secondi. Ciccone e Mas ne hanno ripresi sette: da 30” a 23” in fondo alla discesa, a dieci chilometri da Como. Poi la strada è tornata a salire, e Seixas ha rifatto il vuoto: da 23” in fondo alla discesa a 49” a due chilometri e mezzo dall’arrivo. Sulla salita del secondo San Fermo a Mas ne ha presi 14: 6’17” contro 6’31”. Nella tabella del mattino stanno fra la riga del +3% e quella del +5%: circa 4%, come sul Civiglio. Gli altri sono arrivati in piano, prima della salita, e nella discesa su Como.
Il conto, per intero: 44 secondi presi in salita, 30 sul Civiglio e 14 sul San Fermo; sette restituiti nella discesa del Civiglio; undici presi in piano e nell’ultima discesa; 48 all’arrivo. Sette chilometri di strada in salita su 239.
Chi ha perso, e dove
Evenepoel ha perso il Lombardia in quattro chilometri. Dalla cima del Civiglio all’arrivo ha lasciato per strada soltanto altri dieci secondi, da 1’10” a 1’20”, ed è stato il più veloce degli inseguitori nel finale: il suo gruppetto ha ripreso Pidcock e Zana sul San Fermo, e lui ha vinto la volata per il quarto posto. Tutto il danno è successo sul Civiglio, nei primi minuti dell’accelerazione di Seixas.
Isaac Del Toro era terza ruota ai piedi della salita, dietro Adam Yates e McNulty, ed era il secondo favorito del fagIAno. Ha risposto alla prima accelerazione, ha ceduto due minuti dopo e non si è più ripreso: ha chiuso ventottesimo a 4’59”. Della fuga, invece, non è rimasto niente: il migliore dei quattordici è Michael Leonard, ventiduesimo a 3’53”.
Lo scontrino del fagIAno
Le probabilità del fagIAno erano congelate dalle 22:53 del 9 ottobre, prima del via, e non si toccano più. Davano Evenepoel al 39,2%, Del Toro al 19,8%, Seixas all’11,3%: sono arrivati quarto, ventottesimo e primo. Sei dei nostri dieci favoriti sono finiti fra i primi dieci. Sul vincitore il conto che teniamo è 2,145 contro i 2,85 della classifica UCI e i 5,159 di chi desse a tutti le stesse probabilità: meglio dei termini di paragone, ma con il vincitore solo terzo nella nostra lista, e con il favorito a quasi il 40%04 arrivato quarto. Lo scontrino per intero è nella scheda della corsa, con la tabella di marcia prevista e quella vissuta.
Le salite
| Salita | All’arrivo | Lunghezza | Media | Max | Tempo | VAM | W/kg | Il più veloce |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Selvino | 207,1 | 10,1 km | 5,9% | 9% | circa 26′46″23′52″–29′41″ | circa 1.340 | circa 5,24,5–6,0 | la testa della corsa |
| Valpiana | 153,5 | 10,1 km | 6,2% | 10% | circa 25′58″24′37″–28′00″ | circa 1.460 | circa 5,65,1–6,0 | la testa della corsa |
| Giovenzana | 102,9 | 3,6 km | 9,2% | 16% | circa 13′00″12′00″–14′00″ | circa 1.540 | circa 5,34,9–5,8 | la testa della corsa |
| Madonna del Ghisallo | 60,6 | 8,6 km | 6,2% | 14% | 19′19″ | 1.650 | 6,6 | Simmons, Jorgenson, McNulty, Scaroni |
| San Fermo della Battaglia (1°) | 27,1 | 2,7 km | 7,2% | 10% | 6′10″ | 1.900 | 7,3 | Pellizzari |
| Civiglio | 16,7 | 4,2 km | 9,7% | 14% | circa 12′16″11′15″–13′17″ | circa 1.990 | circa 7,06,4–7,7 | la testa della corsa |
| San Fermo della Battaglia (2°) | 5,2 | 2,7 km | 7,2% | 10% | 6′17″ | 1.860 | 7,2 | Seixas |
- Selvino circa 26′46″ · 5,2 W/kg a 207,1 · 10,1 km al 5,9% fra 4,5–6,0 W/kg
- Valpiana circa 25′58″ · 5,6 W/kg a 153,5 · 10,1 km al 6,2% fra 5,1–6,0 W/kg
- Giovenzana circa 13′00″ · 5,3 W/kg a 102,9 · 3,6 km al 9,2% fra 4,9–5,8 W/kg
- Madonna del Ghisallo 19′19″ · 6,6 W/kg a 60,6 · 8,6 km al 6,2% Simmons, Jorgenson
- San Fermo della Battaglia (1°) 6′10″ · 7,3 W/kg a 27,1 · 2,7 km al 7,2% Pellizzari
- Civiglio circa 12′16″ · 7,0 W/kg a 16,7 · 4,2 km al 9,7% fra 6,4–7,7 W/kg
- San Fermo della Battaglia (2°) 6′17″ · 7,2 W/kg a 5,2 · 2,7 km al 7,2% Seixas
In grassetto il tempo del più veloce, cronometrato dall’organizzatore. Con «circa» la stima della testa della corsa dalle cronache in diretta, sotto la forchetta. Watt per chilo per un corridore di 65 kg, da solo e senza vento; con il peso del corridore in testa quando la sua squadra lo dichiara. Su fondo giallo i watt per chilo più alti della giornata.
Come abbiamo lavorato
Tempi di scalata: il Ghisallo e i due San Fermo cronometrati in corsa. Watt per chilo: un modello fisico su 65 kg di corridore e 8 di bici, da solo e senza vento. Il confronto con il mattino usa la tabella pubblicata prima del via, non rifatta dopo.
Notizia scritta con l’aiuto di Mnemosyne.
Fonti
- Classifica, tempi di scalata e distacchi in corsa: RCS Sport, «Il Lombardia, classifiche».
- Il tempo del secondo San Fermo: RCS Sport, «San Fermo della Battaglia, a pochi chilometri dalla gloria», l’infografica dei più veloci.
- Ordine d’arrivo e distacchi ufficiali: UCI, risultati dell’evento 367372.
- Distacchi minuto per minuto: il fascicolo della corsa, dalla nostra diretta.
- Foto: Kakoula10, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Corretto l’11 ottobre 2026: con il tempo ufficiale del secondo San Fermo (Seixas 6′17″, Mas a 14″) i secondi presi in salita sono 44 e non 56, e il titolo ora dice «quasi tutti in salita»; la fuga è stata ripresa alle 16:36 e non alle 16:40, Del Toro si è staccato alle 16:37:57 e non alle 16:43, Seixas ha accelerato alle 16:35 e non ai piedi della salita; nella tabella il Civiglio è circa 12′16″ e non circa 13′, perché la stima di prima misurava la fuga ai piedi e Seixas in cima.