Como, 16:29. Il Lombardia passa per la prima volta sotto lo striscione d’arrivo e davanti ci sono ancora i sei della fuga del mattino: Sylvain Moniquet, Michael Leonard, Julien Bernard, George Bennett, Louis Vervaeke e Ben O’Connor. Dietro, una venticinquina di corridori, con Giulio Pellizzari a tirare per Remco Evenepoel. Poi c’è il Civiglio: 4,2 chilometri al 9,7%, la cima a 16,7 chilometri dall’arrivo. Dove si è deciso il Lombardia l’abbiamo misurato nell’analisi dei numeri, com’è finito sta nella notizia. Qui c’è il come.
Il trenino della UAE
Ai piedi della salita la fuga ha ancora 43″01, e la UAE si mette davanti al gruppo: Adam Yates, poi Brandon McNulty e Isaac Del Toro. A ruota di Del Toro c’è Paul Seixas, poi Evenepoel e Giulio Ciccone. Pellizzari, che ha tirato fin lì, alle 16:33 si stacca. Più su Leonard e Moniquet provano a lasciarsi dietro i compagni di fuga, ma il loro vantaggio si scioglie curva dopo curva. I favoriti sono tutti nelle prime dieci ruote, e nessuno si muove.
Non uno scatto
Alle 16:35 si muove Seixas. Non è uno scatto: è una progressione, un ritmo che sale e non scende più. Alla sua ruota restano McNulty, Del Toro, Tom Pidcock, Ciccone ed Enric Mas; Evenepoel comincia a soffrire. Un minuto dopo il gruppo si mangia Leonard e Moniquet, e la fuga che era davanti da più di quattro ore finisce lì.
Da lì in avanti Seixas non fa niente di nuovo, ed è proprio questo il guaio degli altri: il ritmo resta quello, e chi non lo tiene salta. Prima Evenepoel. Poi Del Toro e McNulty, i due che un minuto prima gli facevano l’andatura. Alle 16:38 a ruota restano Pidcock e Ciccone, con Mas qualche metro dietro. Cede Pidcock. Ciccone tiene fino a 1.300 metri dalla cima, dove ha già 9 secondi da recuperare, e non li recupera: alle 16:40 Seixas è solo. Dal primo cambio di ritmo sono passati 3′–3′36″02. Dopo l’arrivo l’ha detta così: dall’attacco in poi «è stata come una cronometro fino all’arrivo».
La cima, e dopo
Dietro, la corsa va in pezzi. Del Toro va in crisi; Evenepoel si ritrova in un gruppetto con McNulty, Jarno Widar, Oscar Onley e Ben Healy. Mas rientra su Ciccone a 24 secondi dalla testa, Pidcock e Filippo Zana sono a 40. In cima Seixas ha 30 secondi su Ciccone e Mas: 21 li ha presi soltanto negli ultimi 1.300 metri. Zana e Pidcock passano a 46″, il gruppetto di Evenepoel, con Michael Storer, a 1′10″.
In discesa Ciccone e Mas rosicchiano qualche secondo, e il conto è nell’analisi. Poi c’è il San Fermo della Battaglia, la seconda volta, e lì Seixas torna a essere il più veloce di tutti: 6′17″03. Mas, che sulla salita si scrolla di dosso Ciccone, ci mette 14 secondi di più. A Como Mas arriva a 48″, Ciccone a 1′05″, Evenepoel a 1′20″. I tempi delle altre salite, con i watt per chilo e il vento in cima, sono nella scheda della corsa.
Il record del Civiglio
Dalla sera della corsa gira un confronto: Seixas più veloce del Pogačar del 2022 sul Civiglio. I tempi cambiano da un sito all’altro, per Seixas da 11′34″ a 11′59″ e per Pogačar da 12′12″ a 12′32″, perché ognuno misura il Civiglio a modo suo, da 3,87 a 4,2 chilometri. Lo scarto invece è sempre quello: Seixas davanti di 30–38 secondi. E il Pogačar «di due anni fa» sul Civiglio non c’è: nel 2024 la strada era chiusa per una frana, nel 2023 e nel 2025 il Lombardia arrivava a Bergamo.
Le fonti
- RCS Sport, la diretta del Lombardia 2026: le ore, i distacchi e i tempi del San Fermo.
- Il record del Civiglio: Escape Collective, «Seixas broke Pogačar’s climbing record with Il Lombardia-winning attack»; IDL Pro Cycling, l’analisi su Strava; Watts2Win, il segmento del Civiglio; CyclingUpToDate, il Pogačar del 2022.
Scritto con l’aiuto di Mnemosyne.