Il 15 ottobre, secondo giorno dei Mondiali su pista a Shanghai, l’Italia ha vinto due argenti, entrambi nell’inseguimento a squadre. Filippo Ganna, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti e Jonathan Milan sono arrivati dietro la Danimarca, le azzurre Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini dietro la Gran Bretagna.
Nessun oro, quindi, ma una giornata che racconta due squadre vere. Gli uomini hanno chiuso a 4”731 dai danesi, le donne a 5”357 dalle britanniche. In altre prove, il resto della pattuglia azzurra si è fermato presto.
Gli italiani del giorno: due argenti e tre uscite
Il bilancio azzurro si legge in fretta: due medaglie, tutte e due d’argento, e tre gare finite senza podio. Il lavoro più bello l’hanno fatto i due quartetti dell’inseguimento, che sono arrivati alle finali per l’oro e lì hanno trovato squadre più forti.
Ganna e Milan fermati dalla Danimarca
Il quartetto maschile era arrivato a Shanghai con un’idea chiara: riportare l’Italia a giocarsi il titolo. Ganna e Milan erano considerati due certezze assolute della squadra, con Lamon, olimpionico di Parigi 2024, e il diciannovenne Magagnotti a completare il gruppo.
Il piano ha tenuto per un chilometro. Poi la Danimarca ha cominciato a staccarsi: mezzo secondo dopo due giri, circa due secondi appena oltre la metà. Il vantaggio è cresciuto fino al traguardo, e gli azzurri non hanno più trovato il modo di rientrare.
Resta un argento che pesa. Un anno fa, a Santiago del Cile, l’Italia maschile era stata sesta; nel 2024 a Parigi aveva preso il bronzo olimpico con Ganna, Lamon e Milan, e nel 2023 a Glasgow l’argento mondiale con la stessa ossatura. Con Magagnotti il quartetto ha trovato un quarto uomo giovane e credibile.
Le azzurre partono forte e vengono riprese
Le campionesse del mondo in carica avevano aperto la giornata nel modo migliore. Nel turno del mattino Balsamo, Alzini, Fidanza e Guazzini avevano battuto la Germania, con il miglior tempo di tutti i quartetti. Venturelli, parte dell’oro di Santiago, mancava per infortunio.
In finale la squadra è cambiata: Consonni è entrata al posto di Alzini. L’avvio è stato dell’Italia, davanti alla Gran Bretagna di quasi un secondo dopo il primo chilometro. Verso metà gara le britanniche hanno preso il comando e nella seconda parte sono andate via.
Il bronzo è andato alla Germania, che ha battuto i Paesi Bassi. Per l’Italia è la terza medaglia mondiale consecutiva nella specialità: bronzo nel 2024, oro nel 2025, argento oggi.
Barbieri, Predomo, Stella e Vece non vanno oltre
Rachele Barbieri ha chiuso quattordicesima nell’eliminazione donne. Nel 2022 in questa prova era arrivata seconda, dietro Lotte Kopecky: stavolta la gara, interrotta due volte, è stata una corsa a perdere uomini lungo la strada.
Mattia Predomo è uscito dal keirin. Sesto nella sua batteria del primo turno, sesto anche al ripescaggio, non ha avuto spazio per i quarti di finale.
Davide Stella è arrivato ventiduesimo nello scratch, vinto da Matthew Bostock. Miriam Vece ha fatto ventisettesima la qualificazione della velocità donne, a 0”792 dalla cinese Yuan Liying, poi nel primo turno a eliminazione diretta è stata seconda dietro l’olandese Hetty van de Wouw.
Le finali del giorno: Danimarca, Gran Bretagna e Lavreysen
La giornata ha assegnato cinque titoli, e due sono andati alla Gran Bretagna, uno ai Paesi Bassi, uno al Belgio e uno alla Danimarca.
La Danimarca vince il quarto titolo di fila
Bévort, Leth, Madsen e Pedersen hanno fermato il tempo a 3’40”865, a soli 0”888 dal record del mondo che gli stessi danesi avevano stabilito a febbraio agli Europei di Konya. Dopo le prime fasi la gara è stata un lungo, regolare allungo.
Pedersen ha detto che il tempo è ancora più buono se si pensa alla pista: non è la più veloce, ma la squadra ha eseguito una corsa perfetta. Quarto titolo consecutivo, dopo la mancata medaglia di Parigi 2024.
La Gran Bretagna ha preso il bronzo battendo la Francia, nonostante fosse in svantaggio nei due chilometri centrali.
Il debutto di Boothman fa il titolo britannico
Nell’inseguimento donne la Gran Bretagna ha vinto in 4’04”610, a meno di due secondi dal record del mondo che aveva stabilito a febbraio. Erin Boothman, 19 anni e quattro volte campionessa del mondo juniores, ha corso la finale al posto di Megan Barker, che aveva gareggiato nel turno precedente.
Per Boothman e per Millie Couzens è stato il debutto ai Mondiali élite. Boothman ha raccontato di essere felicissima anche solo di correre con quelle compagne. Anna Morris ha spiegato il piano della finale: arrivare a casa come un treno.
Josie Knight, ora tre volte campionessa del mondo, ha ricordato il terzo posto dell’anno scorso, che aveva lasciato la voglia di avere di più.
Lavreysen, Bostock e Kopecky
Harrie Lavreysen ha vinto il keirin, il suo secondo oro di Shanghai dopo la velocità a squadre. Nei quarti era arrivato solo secondo, ma in finale è salito all’esterno alla campana e nessuno è riuscito a rimontarlo: Dörnbach argento, Nakano bronzo.
Nello scratch Matthew Bostock ha vinto da solo, staccando il gruppo e arrivando con più di mezzo giro di vantaggio. Ha detto che era un sogno dall’infanzia e che non doveva nemmeno esserci, richiamato la sera prima. Per la Gran Bretagna è il primo oro di questi Mondiali. Tom Sexton ha vinto la volata per l’argento davanti a Lindsay De Vylder.
Lotte Kopecky ha vinto l’eliminazione, il suo terzo titolo in questa prova dopo quelli del 2022 e del 2023. Nel finale Yumi Kajihara era caduta con cinque atlete in pista; la gara è stata neutralizzata e poi ripresa, ma sul suono della campana la belga è partita e la giapponese ha alzato bandiera bianca. Kopecky ha detto che l’eliminazione è una delle sue prove preferite; un anno fa aveva saltato i Mondiali per una frattura alla schiena.
Il medagliere dopo due giorni
I Paesi Bassi comandano con tre ori. Dietro la Gran Bretagna, due ori, un argento e un bronzo. L’Italia, senza ori e con due argenti, è sesta, dietro Belgio, Cina e Danimarca che hanno un oro ciascuno.
Il bilancio dice che la pattuglia azzurra è in corsa, ma ora servono vittorie. Le prove in cui l’Italia ha più possibilità sono quelle del 16 ottobre.
Le finali del 16 ottobre con l’ora italiana
Il programma di venerdì 16 ottobre comincia presto per chi segue dall’Italia. Alle 06.00 si apre la qualificazione della cronometro da fermo uomini, a cui sono iscritti Fabio Del Medico e Matteo Bianchi; la finale è alle 12.37. Alle 07.00 comincia l’inseguimento individuale uomini, con Milan ed Etienne Grimod iscritti; le finali sono alle 13.15.
Nella corsa a punti uomini la finale è alle 11.05, con Niccolò Galli iscritto. L’omnium donne, con Elisa Balsamo, comincia alle 06.38 con lo scratch, prosegue alle 08.47 con la corsa a tempo e alle 12.07 con l’eliminazione, e si chiude alle 13.40 con la corsa a punti.
La velocità donne avrà le semifinali dalle 11.57 e la finale dalle 13.30.
I podi del giorno
| Prova | Oro | Argento | Bronzo |
|---|---|---|---|
| Inseguimento a squadre uomini | Danimarca (Carl-Frederik Bévort, Lasse Leth, Frederik Madsen, Rasmus Pedersen) | Italia (Filippo Ganna, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti, Jonathan Milan) | Gran Bretagna (Noah Hobbs, Henry Hobbs, Ethan Vernon, Oliver Wood) |
| Eliminazione donne | Lotte Kopecky (Belgio) | Yumi Kajihara (Giappone) | Megan Jastrab (Stati Uniti) |
| Keirin uomini | Harrie Lavreysen (Olanda) | Maximilian Dörnbach (Germania) | Shinji Nakano (Giappone) |
| Scratch uomini | Matthew Bostock (Gran Bretagna) | Tom Sexton (Nuova Zelanda) | Lindsay De Vylder (Belgio) |
| Inseguimento a squadre donne | Gran Bretagna (Erin Boothman, Anna Morris, Millie Couzens, Josie Knight) | Italia (Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Martina Fidanza, Vittoria Guazzini) | Germania (Messane Bräutigam, Franziska Brausse, Lisa Klein, Mieke Kröger) |
Il medagliere
| Nazione | Oro | Argento | Bronzo |
|---|---|---|---|
| Olanda | 3 | 0 | 0 |
| Gran Bretagna | 2 | 1 | 1 |
| Belgio | 1 | 0 | 1 |
| Cina | 1 | 0 | 1 |
| Danimarca | 1 | 0 | 0 |
| Italia | 0 | 2 | 0 |
| Germania | 0 | 1 | 2 |
| Giappone | 0 | 1 | 1 |
| Australia | 0 | 1 | 0 |
| Irlanda | 0 | 1 | 0 |
| Nuova Zelanda | 0 | 1 | 0 |
| Portogallo | 0 | 0 | 1 |
| Stati Uniti | 0 | 0 | 1 |
Notizia scritta con l’aiuto di Mnemosyne.
Fonti
- Risultati e tempi: Tissot Timing, cronometraggio ufficiale UCI, «Mondiali su pista 2026».
- Cyclingnews, «Track World Championships: Great Britain reclaim women's team pursuit title, Bostock wins Scratch Race».
- Cycling Weekly, «'It was phenomenal' – Great Britain earn two gold medals on second day of Track World Championships».
