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Mondiali su pista 2026

Ganna, Lamon, Magagnotti e Milan: Italia d’argento nell’inseguimento a squadre ai Mondiali su pista di Shanghai

Dietro la Danimarca, Ganna, Lamon, Magagnotti e Milan portano all’Italia la prima medaglia dei Mondiali di Shanghai. Il più giovane ha 19 anni.

· 5 MIN DI LETTURA ·
Il quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre in pista
Il quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre ai Mondiali su pista 2022 di Saint-Quentin-en-Yvelines. Foto: Cyrille Largillier, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione: la fagIAnata

Il 15 ottobre, nel velodromo di Shanghai, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti e Jonathan Milan hanno vinto l’argento nell’inseguimento a squadre dei Mondiali su pista 2026. La Danimarca di Carl-Frederik Bévort, Lasse Leth, Frederik Madsen e Rasmus Pedersen ha vinto la finale per l’oro con un margine di 4”731.

È la prima medaglia italiana di questi Mondiali, arrivata al secondo giorno di gare. Dentro il quartetto ci sono un cronoman di 30 anni con una collezione di titoli, un olimpionico di 32, un velocista di 26 e un ragazzo di 19 alla prima volta tra i grandi.

Il distacco cresce a ogni chilometro

La finale è cominciata alle 18 di Shanghai, le 12 in Italia. Gli azzurri sono partiti bene e sono passati al primo chilometro a mezzo secondo dai danesi. Il distacco è cresciuto a ogni passaggio, senza che l’Italia riuscisse a riaprire la partita.

I danesi hanno fermato il cronometro a poco meno di un secondo dal record del mondo, che hanno fatto loro a febbraio a Konya. È il quarto titolo mondiale di fila per la Danimarca.

La medaglia di bronzo è andata alla Gran Bretagna, che ha battuto la Francia.

Come l’Italia è arrivata all’ultimo atto

Nelle qualificazioni del 14 ottobre il quartetto azzurro aveva chiuso terzo, dietro Danimarca e Gran Bretagna. Il primo turno è stato il suo momento migliore: la batteria più veloce dopo quella danese, con un tempo che ha ritoccato di molto la prova del mattino.

In quella batteria gli azzurri hanno battuto proprio la Gran Bretagna e si sono presi la finale per l’oro. Poi, in finale, hanno incontrato la squadra che ha vinto gli ultimi quattro Mondiali.

Quattro corridori, quattro storie

Filippo Ganna ha 30 anni ed è il corridore che l’Italia della pista porta sempre in testa. Su strada è un cronoman e corre con la Netcompany Ineos: nel 2026 ha vinto cinque volte in 65 giorni di gara. In pista ha già un’intera bacheca: sei titoli mondiali nell’inseguimento individuale, più l’oro olimpico di Tokyo e il bronzo di Parigi con la squadra.

Jonathan Milan ha 26 anni e su strada è un velocista della Lidl-Trek. In pista ha vinto il mondiale a squadre nel 2021 e quello individuale nel 2024, e con Ganna ha diviso l’oro di Tokyo e il bronzo di Parigi. Ai Mondiali 2023 ha vinto l’argento a squadre.

Lamon, l’olimpionico che resta

Francesco Lamon ha 32 anni e corre su strada con la Solme Olmo Arvedi, dove nel 2026 ha corso appena cinque giorni. È l’uomo di esperienza del gruppo: oro olimpico a Tokyo, oro europeo nel 2018 e bronzo mondiale nel 2020, sempre nell’inseguimento a squadre.

A Shanghai Lamon c’è ancora, come nel 2023 e nel 2024.

Magagnotti, 19 anni e la prima volta tra i grandi

Alessio Magagnotti è di Avio, in Trentino, ed è nato nel 2007. Questo era il suo primo Mondiale tra gli élite. Tra i junior ha già oro mondiale nell’inseguimento individuale nel 2025, bronzo nella cronometro da fermo, oro europeo a squadre.

Corre per la Red Bull – Bora – Hansgrohe Rookies, da velocista, e nel 2026 ha vinto quattro volte in 39 giorni di gara. L’argento di Shanghai arriva in quella che è la stagione della sua consacrazione ad alto livello.

La storia dell’Italia in questa prova

L’inseguimento a squadre maschile ha dato all’Italia una delle sue pagine più belle. A Tokyo, nel 2021, Ganna, Consonni, Lamon e Milan hanno battuto in finale la Danimarca e hanno stabilito il record del mondo. Era il primo oro olimpico italiano della specialità maschile in oltre sessant’anni. Fra il 1920 e il 1960 ne erano arrivati sette.

Quella finale si è decisa nell’ultimo chilometro: la Danimarca era davanti a mille metri dall’arrivo, e l’Italia l’ha ripresa. A Shanghai è andata nell’altro senso, con i danesi che hanno allungato mentre il cronometro scorreva.

Dopo Tokyo il quartetto ha cambiato volti ma ha tenuto il livello. Ai Mondiali 2023, in Gran Bretagna, l’Italia ha vinto l’argento con Ganna, Lamon, Milan e Manlio Moro, battuta da una Danimarca che già allora aveva Bévort, Leth e Pedersen. A Parigi 2024 è arrivato il bronzo, con la finale vinta dall’Australia. Poi due Mondiali più difficili: undicesimo posto nel 2024 e sesto nel 2025.

L’argento del 15 ottobre rimette quindi l’Italia sul podio mondiale dopo tre anni, nel suo posto abituale accanto alla Danimarca.

Che cosa vale questa medaglia

Prima dei Mondiali il commissario tecnico Salvoldi ha spiegato che l’Italia è un’eccezione, perché i suoi corridori migliori in pista sono anche tra i più forti su strada: «Noi siamo un po’ un unicum, perché nelle altre nazioni ci sono i migliori atleti della pista che utilizzano la strada come mezzo di allenamento».

Ganna e Milan sono il caso più evidente. Arrivano a Shanghai dopo una stagione di strada piena, e hanno scelto di tornare in pista con la nazionale.

Salvoldi aveva ricordato anche un dato che dà peso a ogni risultato. Per Los Angeles 2028 saranno qualificati solo otto quartetti, contro i dieci di Parigi, e i Mondiali di Shanghai erano il primo appuntamento utile per raccogliere punti.

Che cosa viene dopo

I Mondiali proseguono fino al 18 ottobre. Il 16 ottobre comincia l’inseguimento individuale maschile, dove Ganna e Milan potrebbero cercare un’altra medaglia: la loro presenza non era ancora certa.

Nello stesso giorno dell’argento maschile le azzurre del quartetto femminile, Martina Alzini, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini, hanno battuto la Germania in semifinale e sono in finale per l’oro contro la Gran Bretagna.

La finale

#ChiTempo
1Danimarca (Carl-Frederik Bévort, Lasse Leth, Frederik Madsen, Rasmus Pedersen)3’40”865
2Italia (Filippo Ganna, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti, Jonathan Milan)3’45”596
3Gran Bretagna (Noah Hobbs, Henry Hobbs, Ethan Vernon, Oliver Wood)3’47”245
4Francia (Valentin Tabellion, Oscar Nilsson Julien, Mathieu Dupe, Benjamin Thomas)3’50”351

Notizia scritta con l’aiuto di Mnemosyne.

Fonti

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