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Il Lombardia senza padrone

Dopo cinque vittorie di fila Pogačar non c’è. Evenepoel arriva da campione d’Europa e da due secondi posti; Seixas, Del Toro, Pidcock e il campione del mondo McNulty gli danno la caccia. Da Bergamo a Como, 239 km, con il Civiglio a 17 dall’arrivo.

· 4 MIN DI LETTURA

Per cinque autunni il Lombardia ha avuto un padrone. Dal 2021 al 2025 l’ha vinto sempre Tadej Pogačar, cinque volte di fila: nessuno ci era mai riuscito, nemmeno Fausto Coppi, che si era fermato a quattro. Sabato 10 ottobre il suo nome non è nell’elenco dei partenti. Fra i 175 corridori che alle 11 lasciano Bergamo c’è un solo ex vincitore, Bauke Mollema (2019), e la Classica delle foglie morte torna quello che è sempre stata: una corsa che si vince andandosene da soli sull’ultima salita dura.

Il percorso: tutto si gioca sul Civiglio

Sono 239 chilometri da Bergamo a Como, con circa 4.600 metri di dislivello. Selvino, Valpiana e Giovenzana arrivano presto: la più ripida è Giovenzana, 3,6 km al 9,2% di media con punte del 16%, ma scollina a 103 km dall’arrivo. La corsa vera comincia sul Ghisallo, 8,6 km al 6,2%, in cima a 60 km dal traguardo. Poi il finale comasco: il primo passaggio sul San Fermo della Battaglia, il Civiglio, 4,2 km al 9,7% con punte del 14%, in cima a 16,7 km da Como, e di nuovo il San Fermo, 2,7 km al 7,2%, che scollina a 5,2 km dall’arrivo prima della discesa verso il lago.

Dal 2015, nelle sette edizioni con l’arrivo a Como, il vincitore è arrivato da solo sei volte. Il Civiglio è il posto: chi ci arriva con le gambe migliori ha poi 17 km per resistere, e il San Fermo è l’ultima occasione per chi insegue. La partenza è alle 11; l’arrivo, a seconda della media, fra le 16:40 e le 17:20.

Evenepoel, due volte secondo

Il primo nome è Remco Evenepoel. Nel 2024 e nel 2025 è arrivato secondo dietro Pogačar, l’anno scorso a 1’48”, e questa volta si presenta con la stagione più ricca fra i partenti: dodici vittorie nel 2026, fra cui l’Amstel Gold Race, la Clásica di San Sebastián, il Gran Premio del Québec, il Mondiale a cronometro e, domenica scorsa, l’Europeo in linea, davanti a Giulio Ciccone arrivato con lo stesso tempo. Con lui, alla Red Bull-Bora-Hansgrohe, ci sono Primož Roglič, campione europeo a cronometro mercoledì, Florian Lipowitz, Jai Hindley e Giulio Pellizzari.

Chi gli dà la caccia

Il più giovane dei pretendenti è Paul Seixas, francese della Decathlon CMA CGM: sei vittorie quest’anno, fra cui la Freccia Vallone e tre tappe dell’Itzulia, poi a settembre il secondo posto al Gran Premio di Montréal e il terzo al Mondiale a cronometro. Isaac Del Toro, messicano della UAE, ha vinto otto volte, una tappa del Tour e proprio il Gran Premio di Montréal, ed è stato quinto nel Mondiale in linea. Nella sua squadra c’è il nuovo campione del mondo, Brandon McNulty, che il 27 settembre ha battuto Michael Matthews e Mathieu van der Poel e sabato porta il dorsale numero 1.

Fra i favoriti, quello che arriva con i risultati migliori delle ultime settimane è Tom Pidcock: secondo al Giro dell’Emilia e alla Tre Valli Varesine, settimo al Mondiale, cinque vittorie nel 2026, fra cui la Milano-Torino. Più indietro, ma da tenere d’occhio: Matteo Jorgenson, terzo alla Tre Valli; Oscar Onley, terzo all’Emilia; Jarno Widar, che la Tre Valli l’ha vinta; Michael Storer, terzo l’anno scorso; e uomini da grandi giri come Richard Carapaz, Egan Bernal ed Enric Mas, secondo nel 2022.

L’Italia aspetta dal 2017

L’ultimo italiano a vincere il Lombardia è stato Vincenzo Nibali, nel 2017: da allora otto edizioni senza un italiano sul gradino più alto. La speranza più concreta è Giulio Ciccone, che quest’anno non ha vinto ma a settembre e ottobre è stato secondo al Québec, nono al Mondiale e secondo all’Europeo. Giulio Pellizzari ha vinto cinque volte nel 2026, compreso il Giro della Toscana, ma nelle corse di ottobre non è mai entrato fra i primi trenta. Al via ci sono anche Davide Piganzoli, che una settimana fa ha vinto il Giro dell’Emilia, Antonio Tiberi, Andrea Bagioli, secondo nel 2023, e Christian Scaroni, terzo all’Europeo. In tutto gli italiani sono 42.

Il meteo: mite e asciutto

Le previsioni promettono una giornata mite e asciutta. A Como, verso le 17, intorno ai 20 gradi con vento debole da ovest-sud-ovest; le raffiche più forti, fino a 22 km/h, sul Ghisallo, e la probabilità di pioggia non supera l’11% su tutto il percorso. Il vento sul finale, salita per salita e all’ora del passaggio, è nella pagina della corsa, aggiornato fino al mattino del via.

Dove vederla

In chiaro su Rai Sport HD dalle 10:35 e su Rai 2 dalle 14:00; in streaming su RaiPlay, Discovery+ e HBO Max dalle 10:35; su Eurosport 1 e DAZN dalle 15:45. Per chi la racconta, tutti i numeri della corsa con la loro fonte sono nel foglio per la stampa.

Le fonti

  • RCS Sport, Race Guide del Lombardia 2026 (percorso, salite, cronotabella) ed elenco degli iscritti del 7 ottobre.
  • UCI, risultati ufficiali (dataride.uci.ch): stagioni dei corridori, Mondiale, Europeo, Giro dell’Emilia, Tre Valli Varesine, Lombardia 2025.
  • Open-Meteo (CC BY 4.0), previsioni dell’8 ottobre; ERA5, Copernicus Climate Change Service (CC BY 4.0), per le temperature delle edizioni passate.
  • Albo d’oro: Wikidata (CC0), nell’archivio della fagIAnata.

Correzione del 10 ottobre 2026: avevamo scritto che prima di Pogačar nessuno aveva vinto più di due Lombardia di fila. Fausto Coppi ne vinse quattro di fila (1946–1949) e cinque in tutto. Abbiamo tolto anche un confronto con le temperature delle edizioni passate, che non era affidabile.

Scritto con l’aiuto di Mnemosyne.

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